Voglio essere poeta, e lavoro a rendermi Veggente:lei non ci capirà niente, e io quasi non saprei spiegarle.
Si tratta di arrivare all'ignoto mediante
la sregolatezza di tutti i sensi.
Le sofferenze sono enormi, ma bisogna essere forti,
essere nati poeti, e io mi sono riconosciuto poeta.
Non è affatto colpa mia. È falso dire: Io penso,
si dovrebbe dire: mi si pensa.
Scusi il gioco di parole.
IO è un altro.
Arthur Rimbaud
lettera al prof. G. Izambard,
13 maggio 1871
Uno dei poeti che più mi affascina e che più mi ha ispirato nella mia avventura dello scrivere. Qui, con questo post e con questo blog volevo rendergli un piccolo ed umile omaggio.
E lo farò riportando alcune sue frasi, alcune sue poesie ed un video totalmente improvvisato.
E' ritrovata.
L'eternità
E' il mare andato via
Col sole
TESTA DI UN FAUNO
Nel fogliame, scrigno verde macchiato d'oro,
Nel fogliame incerto e fiorito
Di splendidi fiori dove il bacio dorme,
Vivo e lacera il delizioso ricamo,
Un fauno attonito mostra i suoi due occhi
E morde i fiori rossi coi suoi denti bianchi
Brunito e sanguinante come un vecchio vino
Il suo labbro scoppia in risate sotto i rami.
E quando è fuggito - come uno scoiattolo -
La sua risata trema ancora in ogni foglia
E si vede spaventato da un fringuello
Il Bacio d'oro del Bosco, che si raccoglie.
Questa poesia la misi in video, con spiegazione a fine video, eccovela:
Il prossimo video è un omaggio totalmente improvvisato, una specie di ode a Rimbaud:

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