venerdì 22 gennaio 2016

BESTIE PURE -prefazione-

A tutti coloro che mi odiano.


Prefazione

Mi son vestito del mio mito. Inebriato dalle fantasticherie della mia follia, vagavo in maniera eccentrica, tra le macerie di una città che si definiva capitale.
Come una piccola scintilla di fuoco appena nata, incominciai a coinvolgere tutto ciò che mi era attorno, trasportando l’intera vita, in un tunnel di aspirazioni divine.
Facendo a gara con il mio delirio, mi presi gioco della salute, col solo obiettivo, di distaccare ogni senso ed innalzare la mia anima.
Mi armai contro le tradizioni e le mediocrità locali.
A volte, venni scambiato per un vandalo, ma gli interessi terreni non mi appartenevano più.
Solo il divino m’incuriosiva, attirando la mia attenzione.
Luce, insensibilità, visioni, a voi mi concedo e a voi domando la mia salvezza!
L’uomo può diventare Dio!
Coi giusti mezzi iniziai la danza più mistica che una persona possa creare.
Oh! Corpo continua a smaterializzarti sotto la mia insania!
Tormenti e dannazione, non intaccate più ormai la mia energia!
Diventai un tutt’uno con la pazzia, credo che a volte mi ci si poteva scambiare per essa.
Una tribù di “fedeli pensanti” si creò intorno a me. Passai giornate intere ad amoreggiare e a danzare con loro. Procreammo pura degenerazione. Alimentammo il seme.
Come un violento nubifragio, svegliammo i morti che abitavano nella capitale.
Di notte, divenimmo i sogni dei disperati.
Fummo incubi per i vinti.
La nostra mente si distaccò dal corpo. Non parlavamo più la nostra madre lingua, spaventavamo le figure indistinte ed il nostro potere si alimentava sempre più.

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