lunedì 22 febbraio 2016

BESTIE PURE -Vomito-

Vomito
Rabbia.
Incalzante e sopprimente, rabbia.
Accesi una sigaretta e ti fissai. Immobile, scrutai la tua natura.
Mille colori oscillavano nella tua anima: rosso, giallo, porpora,
viola, marrone, verde…
Ogni tuo sintomo era eccessivo. Enfatizzato. Quasi ridicolo,
oserei dire.
Ecco che giungi a me. La vista è cambiata, la razionalità è
ormai estinta.
L’illusione di ogni errore e cattiveria mi viene a far visita. Mi
fai apparire ogni gesto comune odioso ed insopportabile. Il
respiro si fa più veloce e corto. Talmente corto da non sentirlo
più.
Non avvicinatevi a me!
Oh, umana stirpe, ti odio dal principio alla tua prossima fine!
Carni mie, flagellatevi sotto la mia ira!
Vista nera, vista nera, vista nera, non vedo più niente!
Rabbia!
Coloro di scuro ogni angolo di luce, ogni minima speranza sarà
estirpata dal mio cervello.
Tutto verrà sostituito dalla voglia di morte. Di fine. Di ucciderti.
Fragili insetti, sarete schiacciati tutti! Con te, rabbia, infrangerò
ogni legge e diritto.
Ti userò come scusante, mi è permesso tutto così.
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

***
Volevamo orizzonti concreti, vivibili nella loro completezza.
L’Essere congiunto col Soggetto, tremanti d’energia.
A noi. Vite sopraffatte da orribili emozioni.
Non esiste un perché, cancellate le domande.
Riscriviamo le risposte.
Elogiate le parole sognate.
Il mio orizzonte è in alto, cambiando punto di vista,
nulla ci è impossibile perché così, non esiste definizione.
Sommate ogni vita; è riduttivo viverne una sola.
Incendiate al pensiero delle prospettive.
Tabula Rasa delle nozioni, della Ragione.
Tutto è prigione, la Pazzia è la fuga.
Uomini, ascoltate le parole dettate dalle pagine.
Uniche maestre di vita o di morte.
In fondo, penetrando nell’anima scovo il Nero.
Ogni desiderio è ormai morto. Spento e depresso.
Non c’è più scintilla di vita, teniamoci per mano nell’ultima
apnea.
Potremmo rivivere!
“L’unica maniera,”
accennò il Profeta
“è la vita della morte!”
Così fu. La risposta alla predizione è la metropoli.
Stiamo rivivendo!
A volte, cammino per le strade. Confuse figure vanno in
direzioni disperate.
Accendendomi un po’ di nocività, proseguo nella via, cercando
il nostro covo.
Pensieri ossessivi mi accompagnano nel tragitto.
Orge, sesso, omicidi, dominazione, dio…
Ti vedo! Prendiamoci dell’energia da bere! Viviamo un sonno
d’euforia!

Nel nostro sonno intravedo desideri morbosi.
Tutti sognano cose simili.
Tutti abbandonano i sogni.
Tutti abbracciano l’indomani.
Tutti si uccidono di mediocrità.
Miriamo alla finta “sopravvivenza”.
Denominiamo così l’aspirazione a vizi maggiori.
Fammi bere un po’ d’energia! Ne ho bisogno, per la mia
“sopravvivenza” mentale.
Fingendomi intellettuale, rimango seduto nel covo, lontano da
sguardi estranei.
Come un miraggio, appare un mondo utopico.
Lo vedo, lo tocco! Riesco persino a viverci dentro a volte..
Incisa su ogni nazione, c’è la Bellezza di esseri Sublimi.
Risvegliati apposta per me.
Mi son distaccato dal gruppo. Per risultare ancora una volta
diverso.
Per sentirmi simile alle mie idee.
Odo le loro voci. Le voci degli Esseri.
Non indicatemi la via! Non la voglio la vostra misericordia, né
mi pento delle mie azioni!
Siete risvegliati grazie a me, grazie alla mia fantasia esistete,
sottomettetevi a me!
Blasfemie. Pure e semplici. Essenziali.
***

lunedì 8 febbraio 2016

BESTIE PURE -isterismo-

Isterismo
Non sopporto più le interazioni sociali. Non sopporto più le
vostre domande ipocrite.
Intravedo, per la prima volta nella mia misera vita, l’unica via
che mi porterà beneficio.
Queste scritture son diventate necessarie, per la mia psiche e la
mia carne.
Rapportarmi con me stesso! Inventerò il mio dizionario e
saluterò la vostra monotonia!
Il vostro solito colore! Il grigio in cui riponevo, anche io, ogni
futuro e speranza!
Lo so che è successo, cosa è accaduto realmente ad ogni
organismo.
Studiando a distanza, forse impazzito, forse usando altre parti
cerebrali, sono arrivato al perché di questa decadenza!
Dell’assenza del nostro equilibrio, svenduto e barattato con finti
bisogni!
Universo intero, oh universo intero! Deridici o facci capire.
Signori, sappiate che ho sofferto.
Sappiate, che so di cosa parlo e conosco il perché.
Attendiate solo un altro po’ e vi concederò il beneficio della
cultura, la precisazione del dubbio!
Tempo fa, ricordo che vagavo anch’io in mezzo a voi, sperando
di esser io in torto.
“Trovati un antro scuro dove morire!” mi urlava il popolo
esterno.
“Per qual motivo mi odiate?” ingenuo domandavo.
“Sei diverso dalla nostra razza, devi esser rilegato ed
abbandonato!”
Non rispondevano esattamente così, erano privi di coraggio per
farlo, però lo facevano intendere.
Sarebbe stato interessante, se l’avessero fatto.
Mi sono estraniato da voi ed osservandovi, sono asceso in alto,
dalla quale vi narro i vostri difetti.
Assuefatto di potere inesistente, son diventato così, piano piano,
il mio Dio.
***
“Mangiai tonnellate d’ipocrisia nei miei primi anni di vita.”
Intonai per la prima volta davanti all’oceano di carne vivente.
“Rimasi affascinato dalla paura che creavate tra di voi.”
Continuai in tono puramente accusatorio.
“Difficilmente compresi il perché abbiate iniziato questo rituale
chiamato tradimento.”
La carne, attonita, rimase ad ascoltare.
Non saprei spiegarvi il vero motivo, ma appariva interessata.
Presi il comando, forse perché ero diventato Dio. Non Dio in se,
ma un Dio.
Scagliai contro loro interi sermoni di rabbia e schifo. Gli feci
sentire in colpa. Gli spingevo verso un suicidio di massa, non
perché mi divertiva, ma perché loro me l’avevano chiesto. Non
espressamente, ma con la loro storia, con la loro “evoluzione”,
con il loro meschino modo di vivere.
Ne avevano necessità. Necessità di morire, di una seconda
possibilità che, molto probabilmente, andrà sprecata.
Sbagliando non s’impara, ci si vizia.
“Ho imparato che la vita umana, terrena, non dura molto.
Settanta od ottant’anni non sono davvero così lunghi, ed
essendo organismi, siamo destinati ad una fine che nessuno si
può scegliere.
Volete distinguervi da questi nessuno?”
Sempre più coinvolta, la stupidità del popolo mi diede ragione.
“Prendete i miei doni! Vi offro tecnologia nociva! Vi offro
liquidi altamente dannosi! Vi offro soffi di fumo per i vostri
polmoni!
Vi offro cemento & automobili, un’offerta del 2 per 1!
Vi dono infinite strade rotte! Vi dono infiniti viaggi artificiali!
Siate artefici della vostra fine! E’ ciò che fa per voi, ve lo leggo
in faccia…”
Gli acquirenti si fecero sempre più numerosi.
Anzi, doveri parlare al presente.
Molti di voi mi chiedono doni durante le mie traversate.
“Ehi, amico, hai una sigaretta?”
“Certo!”
Cari miei, è tutto organizzato. Avanzate, decadendo con dignità:
sorridete.
***
Una figura misteriosa, di forma umanoide, si aggirava in città.
Pochi ricevevano la grazia della sua visione.
“Ve lo giuro!” esclamava una vecchio invalido, “Comparirà!”
In tanti ignoravano il vecchio col solito pantalone.
La gente relegò l’anziano in un appartamento abbandonato.
“Nessuno mi crede, ma io conosco la verità, e ciò mi basta!”
L’umana figura misteriosa, rilasciò un cane smembrato e legato.
“Questo è tutto opera della vostra casta!”,
urlava il vecchio dalla sua abitazione.
Passarono mesi, passarono anni.
Fu così la fine dell’ultima nazione,
della quale noi, dobbiamo pagare i danni.
***
“Sbagliando non s’impara ma ci si vizia.”