Vomito
Rabbia.
Incalzante e sopprimente, rabbia.
Accesi una sigaretta e ti fissai. Immobile, scrutai la tua natura.
Mille colori oscillavano nella tua anima: rosso, giallo, porpora,
viola, marrone, verde…
Ogni tuo sintomo era eccessivo. Enfatizzato. Quasi ridicolo,
oserei dire.
Ecco che giungi a me. La vista è cambiata, la razionalità è
ormai estinta.
L’illusione di ogni errore e cattiveria mi viene a far visita. Mi
fai apparire ogni gesto comune odioso ed insopportabile. Il
respiro si fa più veloce e corto. Talmente corto da non sentirlo
più.
Non avvicinatevi a me!
Oh, umana stirpe, ti odio dal principio alla tua prossima fine!
Carni mie, flagellatevi sotto la mia ira!
Vista nera, vista nera, vista nera, non vedo più niente!
Rabbia!
Coloro di scuro ogni angolo di luce, ogni minima speranza sarà
estirpata dal mio cervello.
Tutto verrà sostituito dalla voglia di morte. Di fine. Di ucciderti.
Fragili insetti, sarete schiacciati tutti! Con te, rabbia, infrangerò
ogni legge e diritto.
Ti userò come scusante, mi è permesso tutto così.
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA
AAAAAAAAAAAAAAAA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
***
Volevamo orizzonti concreti, vivibili nella loro completezza.
L’Essere congiunto col Soggetto, tremanti d’energia.
A noi. Vite sopraffatte da orribili emozioni.
Non esiste un perché, cancellate le domande.
Riscriviamo le risposte.
Elogiate le parole sognate.
Il mio orizzonte è in alto, cambiando punto di vista,
nulla ci è impossibile perché così, non esiste definizione.
Sommate ogni vita; è riduttivo viverne una sola.
Incendiate al pensiero delle prospettive.
Tabula Rasa delle nozioni, della Ragione.
Tutto è prigione, la Pazzia è la fuga.
Uomini, ascoltate le parole dettate dalle pagine.
Uniche maestre di vita o di morte.
In fondo, penetrando nell’anima scovo il Nero.
Ogni desiderio è ormai morto. Spento e depresso.
Non c’è più scintilla di vita, teniamoci per mano nell’ultima
apnea.
Potremmo rivivere!
“L’unica maniera,”
accennò il Profeta
“è la vita della morte!”
Così fu. La risposta alla predizione è la metropoli.
Stiamo rivivendo!
A volte, cammino per le strade. Confuse figure vanno in
direzioni disperate.
Accendendomi un po’ di nocività, proseguo nella via, cercando
il nostro covo.
Pensieri ossessivi mi accompagnano nel tragitto.
Orge, sesso, omicidi, dominazione, dio…
Ti vedo! Prendiamoci dell’energia da bere! Viviamo un sonno
d’euforia!
Nel nostro sonno intravedo desideri morbosi.
Tutti sognano cose simili.
Tutti abbandonano i sogni.
Tutti abbracciano l’indomani.
Tutti si uccidono di mediocrità.
Miriamo alla finta “sopravvivenza”.
Denominiamo così l’aspirazione a vizi maggiori.
Fammi bere un po’ d’energia! Ne ho bisogno, per la mia
“sopravvivenza” mentale.
Fingendomi intellettuale, rimango seduto nel covo, lontano da
sguardi estranei.
Come un miraggio, appare un mondo utopico.
Lo vedo, lo tocco! Riesco persino a viverci dentro a volte..
Incisa su ogni nazione, c’è la Bellezza di esseri Sublimi.
Risvegliati apposta per me.
Mi son distaccato dal gruppo. Per risultare ancora una volta
diverso.
Per sentirmi simile alle mie idee.
Odo le loro voci. Le voci degli Esseri.
Non indicatemi la via! Non la voglio la vostra misericordia, né
mi pento delle mie azioni!
Siete risvegliati grazie a me, grazie alla mia fantasia esistete,
sottomettetevi a me!
Blasfemie. Pure e semplici. Essenziali.
***
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