Questo non vuol essere un post che ripercorre tutta la sua carriera, né un post che dice quanto manca (anche perchè penso sia naturale ed ovvio).
Voglio raccontarvi la mia esperienza, voglio essere intimo nel dirvi come e quando l'ho "conosciuto".
Per chi mi conosce sa che sono un fan di Renato Pozzetto e di conseguenza del duo Cochi e Renato. Ed è proprio grazie a loro che ho conosciuto Enzo.
Da qui in poi fui sempre più incuriosito nel scoprire/capire quell'artista così estroverso e divertente anche negli argomenti più seri. Si, perchè Enzo è capace di strapparti sempre un sorriso, anche se è un sorriso amaro.
Comprai I più Grandi Successi e da lì in poi fu amore puro. Ammirazione e stima. Iniziai a studiare i suoi testi (sottovalutati da molti), iniziai ad amare il dialetto milanese, iniziai a capire quanto fu fondamentale per la cultura italiana.
Senza di lui probabilmente molta comicità per come la conosciamo non sarebbe esistita. Molti artisti non sarebbero entrati nel cuore di molti di noi.
Lo conobbi troppo tardi, tanto che non riuscii mai a vederlo dal vivo, purtroppo...
Da allora cerco sempre di farlo conoscere a più gente possibile, anche perchè la maggior parte lo ricorda solo per Vengo Anch'io No Tu No, ed è un vero peccato.
Ho amato moltissimo l'album Come Gli Aeroplani (probabilmente il mio preferito) e consiglio sempre questo per iniziare l'ascolto di Jannacci. E, anche voi se non l'avete mai ascoltato, ve lo consiglio di cuore.
Successivamente seppi, tramite internet, che era malato.
E la mattina del 30 marzo 2013, appena mi svegliai, sentii alla tv solo il suo nome e già avevo capito che avevamo perso un pezzo importantissimo della nostra cultura. La tristezza era (ed è tutt'ora) grande, ma voglio ricordarlo sempre con un sorriso.
Voglio chiudere questo post con appunto una sua frase da El me Indiriss, giusto per farci due risate.
"Ma énn giàmò passà deu o tri minüt
e mi, me rendi cûnt che ò rott i ball"


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